Il libro è del 2014 e, dopo una prima rapida lettura -fatta quando lo acquistai- ne ho approfittato questa estate per una lettura più esaustiva ed approfondita. Innanzitutto, faccio una considerazione sull’autrice (psicologa e giudice onorario presso il Tribunale dei minorenni di Milano), tra le poche -in Italia- capace di “toccare” le corde della mediazione come essa dovrebbe essere, così lontana dalla visione “giuridico-centrica” che mi pare si stia sempre più facendo strada nella mediazione del nostro paese. Una mediazione che sfiora l’aspetto giuridico e normativo per esplorare ed approfondire invece l’aspetto culturale e di sviluppo del dialogo, delle relazioni e delle persone.
