Il 16 settembre scorso, c/o l’ Aula 1, Polo Universitario, Università Roma Tre – Via Principe Amedeo, Roma si è svolto il workshop dal titolo NO .PPT. Essere formatori efficaci andando oltre le slide.
Il workshop è stato una rielaborazione di una nostra precedente idea di qualche anno fa e su cui abbiamo già fatto un evento (nel 2012), sempre organizzato da AIF Lazio. Quest’anno, tuttavia, non è stata una semplice “riproposizione” dell’evento passato, ma il frutto di una ri-progettazione, fatta proprio per questa occasione.
Infatti, abbiamo ripreso i quattro "NO" precedenti e li abbiamo modificati ed integrati sulla base di nuove idee ed approfondimenti che ci hanno portato agli attuali quattro "NO":
1) NO Contenuti;
2) NO Format;
3) NO Austerità;
4) NO A una via.
lunedì 9 ottobre 2017
giovedì 7 settembre 2017
Recensione del volume "La formazione del mediatore" (Maria Martello)
Il libro è del 2014 e, dopo una prima rapida lettura -fatta quando lo acquistai- ne ho approfittato questa estate per una lettura più esaustiva ed approfondita. Innanzitutto, faccio una considerazione sull’autrice (psicologa e giudice onorario presso il Tribunale dei minorenni di Milano), tra le poche -in Italia- capace di “toccare” le corde della mediazione come essa dovrebbe essere, così lontana dalla visione “giuridico-centrica” che mi pare si stia sempre più facendo strada nella mediazione del nostro paese. Una mediazione che sfiora l’aspetto giuridico e normativo per esplorare ed approfondire invece l’aspetto culturale e di sviluppo del dialogo, delle relazioni e delle persone.
Recensione del volume "L'Arte di fare domande" (Edgar Schein)
Confesso di aver acquistato questo testo con grandi aspettative, soprattutto perché avevo molto apprezzato un lavoro precedente di Schein, La Consulenza di Processo (Raffaello Cortina, 2001), che ritengo molto importante nello sviluppo personale ed organizzativo, tanto da suggerirlo praticamente ai partecipanti di ogni mio intervento formativo.
Workshop "NO .PPT. Essere formatori efficaci andando oltre le slide" - Roma, 16 settembre 2017
Nel mese di settembre ripartono gli eventi della Cassetta degli Attrezzi, organizzati dalla Delegazione AIF Lazio.
L’appuntamento è per il giorno 16 settembre prossimo, con il workshop NO .PPT. Essere formatori efficaci andando oltre le slide, che si svolgerà a Roma, c/o l’ Aula 1, Polo Universitario, Università Roma Tre – Via Principe Amedeo. Orario: 9,30-13,30.
Io ed il mio caro amico e collega Michele Cardone saremo i relatori del workshop, che nasce da una nostra idea di qualche anno fa e su cui abbiamo già fatto un evento (nel 2012), sempre organizzato da AIF Lazio. Quest’anno, tuttavia, non sarà una semplice “riproposizione” dell’evento passato, ma il frutto di una ri-progettazione, fatta proprio per questa occasione.
Vi aspettiamo numerosi, anche per parlarvi delle novità che riguardano la nostra Associazione… si prevede una seconda parte di anno molto interessante!
Ricordo che per i soci AIF la partecipazione rilascia 0,5 crediti.
Per richiedere informazioni e per iscriversi al workshop, scrivere a:
Stefano Cera
Presidente Delegazione Regionale del Lazio | AIF (Ass. Italiana Formatori)
martedì 8 agosto 2017
Commento Evento AIF Lazio, 20 Luglio - “La felicità sul posto di lavoro... è un lavoro?”
Qualche mese fa LinkedIn ha pubblicato un articolo contenente i dati di una ricerca effettuata su scala mondiale, che sosteneva che il 70% della popolazione mondiale non è soddisfatta del lavoro che fa.
In un periodo storico come questo, dove i media non parlano altro che di dati preoccupanti relativi al tasso di disoccupazione, fare una ricerca che affronti la questione del lavoro dalla prospettiva della felicità è da considerare folle o rivoluzionario. In ogni caso mi ha intrigato e l’ho proposto come tema per un aperitivo che con il Direttivo AIF del Lazio avevamo deciso di organizzare.
La vera follia in realtà è stata quella di organizzare l’aperitivo in una calda giornata di fine luglio, ma siccome siamo dei temerari, complice anche una bella terrazza gentilmente offerta dallo Studio di Marco Fasella (Intermediazioni Assicurative), Via Avezzana,13, ci siamo lanciati. La cosa bella è che abbiamo trovato anche chi ci ha seguito, e non pochi!
Partecipanti altrettanto temerari, disponibili a mettersi in gioco e propositivi si sono confrontati e hanno dato risposta a tre domande soggette alle interpretazioni più diverse:
1. La felicità è un lavoro?
2. La felicità nel lavoro?
3. Il lavoro nella felicità?
In un periodo storico come questo, dove i media non parlano altro che di dati preoccupanti relativi al tasso di disoccupazione, fare una ricerca che affronti la questione del lavoro dalla prospettiva della felicità è da considerare folle o rivoluzionario. In ogni caso mi ha intrigato e l’ho proposto come tema per un aperitivo che con il Direttivo AIF del Lazio avevamo deciso di organizzare.
La vera follia in realtà è stata quella di organizzare l’aperitivo in una calda giornata di fine luglio, ma siccome siamo dei temerari, complice anche una bella terrazza gentilmente offerta dallo Studio di Marco Fasella (Intermediazioni Assicurative), Via Avezzana,13, ci siamo lanciati. La cosa bella è che abbiamo trovato anche chi ci ha seguito, e non pochi!
Partecipanti altrettanto temerari, disponibili a mettersi in gioco e propositivi si sono confrontati e hanno dato risposta a tre domande soggette alle interpretazioni più diverse:
1. La felicità è un lavoro?
2. La felicità nel lavoro?
3. Il lavoro nella felicità?
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martedì 11 luglio 2017
AIF Lazio ha presentato il libro "Le dieci vie alla felicità"
di Daniele Mattoni
Le due presentazioni del libro "Le dieci vie alla felicità. Da Socrate al Dalai Lama e oltre", organizzate insieme ad AIF a
Roma e Latina, sono stati momenti di confronto molto stimolante e partecipato,
con un coinvolgimento attivo delle persone presenti (circa una quindicina per ciascuna
presentazione). Lo stile delle presentazioni ha rispecchiato quello del libro:
brevi esposizioni e molti stimoli all'esplorazione e alla scoperta, sotto forma
di domande potenti, aneddoti, story telling.
All'inizio di ogni presentazione
ho guidato i partecipanti in un breve momento di ascolto corporeo, stimolandoli
a creare una "metafora" (un'immagine, una frase ecc..) che
raccontasse qualcosa della propria felicità. Dalla diversità delle metafore
create emergeva già chiaramente come la felicità sia una condizione del tutto
soggettiva: che ognuno di noi connota di significati, sensazioni e valori
diversi. Ma allo stesso tempo che tutti ricerchiamo.
Pertanto un libro sulla felicità
non può che essere un libro di ricerca, e di "stimolo" alla
ricerca. Non ci possono essere
"ricette", ma stimoli all'autoconsapevolezza sì, e anche domande (e
infatti il libro ne contiene molte): domande inedite, che difficilmente ci
facciamo. Molto prezioso è anche il pensiero dei grandi filosofi e dei grandi
saggi, che invitano a considerare, oltre alla felicità legata a conseguimenti
esterni (al soddisfacimento di un bisogno e al piacere), anche una felicità più
interna (dal greco eudaimonia) legata a un percorso di perfezionamento
interiore, al proprio rapporto con il mondo e al soddisfacimento dei propri
valori.
E di domande in queste due
presentazione ne sono emerse molte, sia da parte mia - rivolte al pubblico -
sia da parte del pubblico, sia da parte dei validissimi correlatori che ho
avuto il privilegio di avere al mio fianco: Vittorio Balbi - in entrambe le
presentazioni -, Beatrice Lomaglio a Roma e Stefania Picchioni a Latina, che
hanno contribuito a rendere vivaci e dinamiche le presentazioni. In entrambe le presentazioni non ci siamo
preparati nulla ma condividevamo l'intenzione di creare dei momenti
significativi di confronto e di apprendimento. E così è stato. Il pensiero dei grandi filosofi e maestri
spirituali è stato un valore aggiunto non programmato: erano le stesse domande
o interventi a darmi modo di esporre alcuni principi espressi dai grandi saggi:
alcune delle "vie" riportate nel libro, che ognuno è libero di
esplorare come meglio crede. O anche di riportare i risultati di alcune
ricerche sociologiche sui fattori che influiscono sulla felicità umana.
Altro momento molto interessante
è stato quello in cui ci siamo interrogati sul modo in cui la nostra
"capacità" di essere felici si è modificata nel tempo: è aumentata, è
diminuita o è rimasta invariata? In
entrambi i gruppi, circa l'80% delle persone presenti ha dichiarato che la
propria capacità di essere felici si è accresciuta rispetto a quindici anni fa,
per circa il 10% delle persone è rimasta invariata e per circa il 10% è
diminuita. Interessante poi comprendere
meglio le differenze tra le varie posizioni espresse. E rendersi conto che la capacità di essere
felici - come qualsiasi altra capacità - può essere appresa e migliorata. Questa
condivisione ci ha permesso di individuare alcune competenze e attitudini che
favoriscono la felicità (il ben stare al mondo) e che possono - appunto -
essere frutto di apprendimento: autoconsapevolezza, coraggio, empatia, autodisciplina,
autodiscernimento, apertura al cambiamento, saper convivere con l'incertezza,
connessione con sé stessi e con le proprie emozioni, riconoscere i propri
valori, gratitudine, proattività, progettualità, attenzione selettiva...
E il coaching e la formazione in
che modo possono favorire questo processo? Io direi che una chiara risposta sia
venuta non solo dal libro (che adotta lo stile maieutico e pragmatico del
Coaching), ma anche dagli aspetti che sono emersi in queste due presentazioni, e
dal contributo offerto dai correlatori (che come me sono sia Coach che
Formatori) e infine dagli interventi del pubblico stesso. Grazie a tutti.
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